BONUS VACANZE: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 17/06/2020 sono state definite le modalità di applicazione delle disposizioni in materia di tax credit vacanze di cui all'art. 176 del decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34).
Come noto detta norma ha previsto, per i nuclei familiari con un reddito ISEE in corso di validità non superiore a 40.000 euro, un credito da utilizzare, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale da imprese turistico ricettive, agriturismi e bed&breakfast (in possesso dei titoli previsti dalla normativa nazionale e regionale per l'esercizio di detta attività).
Il credito in parola:
- spetta nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare, ridotta a 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e a 150 euro per i nuclei familiari composti da una sola persona;
- è utilizzabile da uno qualsiasi dei componenti del nucleo familiare, anche se soggetto diverso dal richiedente;
- spetta a condizione che le spese siano sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da un singolo fornitore, che il totale del corrispettivo sia documentato con fattura o documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale con indicazione del codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito e che il pagamento del servizio sia corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici (diversi da agenzie di viaggio e tour operator);
- è utilizzabile esclusivamente nella misura dell’80 per cento (del valore massimo dell’agevolazione attribuita oppure del corrispettivo dovuto, se quest’ultimo è inferiore all’importo massimo dell’agevolazione attribuita) sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2020, esclusivamente dal soggetto intestatario della fattura o del documento commerciale o dello scontrino/ricevuta fiscale che ha usufruito dello sconto.
Ebbene, il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha, altresì, chiarito che la richiesta di accesso all’agevolazione può essere effettuata da uno qualunque dei componenti del nucleo familiare, in possesso dell’identità SPID o della Carta di identità elettronica (CIE), accedendo all’applicazione per dispositivi mobili denominata IO, resa disponibile da PagoPA S.p.A. che, attraverso un servizio messo a disposizione dall’INPS, verifica la sussistenza dei requisiti e comunica al richiedente l’esito del riscontro.
Se quest’ultimo è positivo viene comunicato al richiedente anche l’importo massimo dell’agevolazione spettante al suo nucleo familiare, con separata indicazione dello sconto e della detrazione fruibile.
L’applicazione genera, inoltre, un codice univoco ed un QR-code che potranno essere utilizzati, alternativamente, per la fruizione dello sconto presso la struttura turistica.
Al momento del pagamento, presso il fornitore, del corrispettivo dovuto per il servizio reso, il fornitore acquisisce il codice univoco (o il QR-code) e lo inserisce, unitamente al codice fiscale dell’intestatario del documento di spesa e all’importo del corrispettivo dovuto, in un’apposita procedura web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.
In esito alla verifica dello stato di validità dell’agevolazione e dell’importo massimo dello sconto applicabile, il fornitore conferma, a sistema, l’applicazione dello sconto e da questo momento l’agevolazione si intende interamente utilizzata e non può essere più fruita da alcun componente del nucleo familiare.
Il fornitore, invece, recupera lo sconto effettuato mediante un credito d’imposta di pari importo fruibile esclusivamente in compensazione a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla conferma dell’applicazione dello sconto.
In alternativa all’utilizzo in compensazione, a decorrere dallo stesso termine, il credito d’imposta può essere ceduto, anche parzialmente, a soggetti terzi anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché ad istituti di credito o intermediari finanziari, comunicando la cessione attraverso la piattaforma disponibile in un’apposita sezione dell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. I cessionari, a loro volta, utilizzano il credito d’imposta esclusivamente in compensazione attraverso i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate, previa conferma della cessione da comunicare attraverso la medesima piattaforma.
Lecce, 01/07/2020
Studio Legale Tributario Leo